...ROBERT MILES

Robert Miles (vero nome Roberto Concina),ovvero “l’uomo ombra” della musica dance italiana (il soprannome gli viene dal suo logo in cui è raffigurata la sua sagoma coperta da ombre) che da dj di provincia passò alla conquista,prima delle dancefloors europee e successivamente del mondo intero grazie a uno stile musicale che ancora oggi nessuno è riuscito ad emulare, uno stile definito da lui stesso “dream house”. Basato sull’utilizzo di melodici arpeggi e soprattutto da romantici riff di piano abbinati a ritmiche tipicamente progressive.
La sua carriera è costellata da canzoni incredibilmente suggestive ed emozionanti, e ognuna di esse a suo modo si è ritagliata un posto nella storia.
Friulano di Udine viene ricordato negli annali per essere stato il primo e finora unico italiano ad aggiudicarsi, nel 1996, un British Award come rivelazione internazionale dell’ anno. La sua esplosione è stata fulminea. Fino alla pubblicazione di Children, Roberto era un dj con un piccolo studio di registrazione, il Sound Master di Pordenone nel quale aveva già realizzato sei produzioni. Il primo singolo esce nel 94 come Roberto Milani, si intitolava "Ghost" ed era uno dei primi esempi di progressive. Il progetto Robert Miles nasce invece con l'Ep "Soundtracks" contenente, incredibile ma vero, una prima versione di "Children". Il disco vendette, come dice lui stesso, 700 copie di relativa indifferenza e stessa sorte ottenne il successivo "Red zone". L' intuito del suo discografico Joe T Vannelli, rafforzato dai positivi giudizi degli addetti ai lavori internazionali, fece però riprendere in esame quell' idea: venne deciso di ripubblicare "Children" arricchito con versioni inedite create dallo stesso autore. In soli 12 mesi i singoli “Children” “Fable” “One&One” e l’album “Dreamland” vendettero complessivamente 13 milioni di dischi facendogli conquistare un premio ai “World selling Music Awards” gli Oscar mondiali che vengono assegnati in base ai dati di vendita mondiali. Nasce così uno dei fenomeni musicali più eclatanti del made in italy che consente a Roberto Concina di realizzare il sogno della sua vita: girare il mondo e realizzare una musica che rappresenti un viaggio alla scoperta della civiltà moderna. Questa visione più orchestrale, da colonna sonora, che unisce sonorità ambient, trip-hop e drum’n’bass si concretizza nel successivo album “23 AM”, meno commerciale del precedente, che si avvale della collaborazione di Kathy Sledge nel singolo “Freedom” e dell’ emergente vocalista francese Nancy Danino.
ARTISTA:ROBERT MILES CANZONE:CHILDREN ANNO:1996 ETICHETTA:DBX (Jt company) Con questo singolo il Fiulano Roberto Concina, meglio conosciuto come Robert Miles dava inizio ad una carriera che lo avrebbe portato prima alla conquista delle dancefloors europee e poi a quella del mondo intero (secondo il mensile “Rolling Stone” rientra tra i 10 migliori produttori di musica dance di tutti i tempi), basti pensare che ultimamente ha firmato la colonna sonora di un film premiato a Cannes con la palma d’oro proprio per la miglior colonna sonora.
Trascorrono altri due anni di silenzio prima di ritrovarlo nel 2001 con un album sperimentale come “Organik” dove i protagonisti sono rappresentati dalla ritmica down-tempo e da sonorità trip-hop e drum’n’bass. Questo lavoro vede la partecipazione di musicisti del calibro di Nitin Sawhney, Bill Laswell e Trilok Gurtu e di una cantante dalle tonalità morbide come Nina Miranda (voce degli Smoke City). Consapevole delle proprie scelte e non volendo sottostare ad imposizioni di carattere commerciale, Roberto ha aperto una sua struttura con sede a Londra ed il sito www.robert-miles.com che permette a tutti di scaricare gratuitamente migliaia di suoni.
Dopo questa breve presentazione penso si sia capito che Robert Miles è di gran lunga uno dei maggiori talenti che la scena dance italiana abbia mai avuto. Nel 1996 agli inizi della sua carriera Robert compose “children” e da allora il modo di concepire la dance non è stato più lo stesso. Il sound che scaturiva da children era qualcosa che non si era mai sentito prima d’allora. Per la prima volta la dance sapeva stimolare non solo il movimento, ma anche e soprattutto i sentimenti, grazie ad armonici arpeggi e ad un ampio utilizzo di strumenti usati maggiormente nel campo della musica classica come arpe e violini. Ma sopra ogni cosa il riff di piano, quel piano che entra nelle orecchie e nel cuore lasciandoti in preda a forti emozioni, quella melodia ha attraversato gli anni, e i trend musicali senza perdere quella profondità che lo ha sempre contraddistinto. È difficile descrivere le emozioni che scaturiscono da questa hit che ha il pregio di essere una delle poche canzoni di musica dance capace di guadagnarsi l’aggettivo di “immortale”